Il Barrio del Carmen è il quartiere storico di Valencia, e a parer mio, anche la parte più bella della città. Non ci si annoia mai, ed è perfetto da visitare in qualsiasi momento della giornata: di giorno si può fare un giro al Mercado Central, sorseggiare un’horchata (si, è vegan) o godersi gli spettacoli degli artisti di strada, di notte (a Valencia si esce molto tardi, verso le 22) si posso gustare delle ottime tapas, ordinare un cocktail in uno dei tantissimi locali alternativi oppure semplicemente passeggiare per le sue pittoresche viette. Ma la cosa che ho preferito di più in assoluto è andare alla scoperta dei molteplici graffiti che decorano le mura di tutto il quartiere.

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Fino a nemmeno una ventina d’anni fa il Barrio del Carmen era uno dei quartieri più decadenti di Valencia, ma fu salvato, appunto, dalla street art, che ha trasformato questa parte della città in un vero e proprio museo a cielo aperto in continuo sviluppo. Non si sa molto sull’origine dei graffiti, fatto sta che verso la metà degli anni ’90 si formarono delle vere e proprie crew di artisti, ognuna con il proprio stile, che diedero una faccia nuova al quartiere.

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Al giorno d’oggi el arte callejero, l’arte urbana, è apertamente apprezzata e promossa dagli enti pubblici, grazie alla riqualificazione cittadina e del flusso turistico sempre in aumento, che ne ha tratto l’intera zona, rendendo il Barrio del Carmen la parte più viva e apprezzata dai giovani di tutta Valencia.

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Durante il nostro viaggio, grazie ad Airbnb, abbiamo avuto la fortuna di alloggiare proprio nel cuore del Barrio del Carmen. Il nostro appartamento si trovava di fronte a uno dei graffiti più belli e famosi, da cui partono anche i tour che portano alla scoperta della street art valenciana, “El Beso” di Luis Lonjedo.

 

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Moltissimi sono gli artisti che hanno decorato le pareti, saracinesche, segnali stradali e qualsiasi parte decorabile della città. Una delle mie preferite è Julieta XLF, in quanto usa sempre colori molto sgargianti e il suo stile si ispira a quello degli manga giapponesi: animali fantastici, ragazze dolci, arcobaleni, piante bellissime e biciclette caratterizzano le sue opere.

 

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Un’altro artista che ho apprezzato molto è Deih. Il suo stile è simile a quello di Julieta Xlf in quanto nelle sue opere ci sono sempre elementi fantastici, ma con la differenza che Deih è molto più macabro e misterioso. Mostri, alieni, mummie e chi più ne ha più ne metta, ma sempre con colori sgargianti e accesi, il che da a tutto l’insieme un’aria surreale e fantastica.

 

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Se passeggiando per le strade del Barrio del Carmen ti imbatti in un graffiti dai colori super sgargianti (come l’arancione o il blu elettrico), con forme geometriche e dettagli che ricordano l’arte azteca ma che nello stesso momento per qualche ragione ti ricorda un quadro di Picasso, allora hai appena fatto conoscenza con una delle opere di Disneylexya. Il suo stile è unico, ogni opera è inconfondibile.

 

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Ma bisogna ricordarsi anche che la street art è un’arte proibita, un’arte contro le regole, che, oltre all’essere una forma di espressione, è anche una forma di protesta. Ed è qui che si trova Escif conosciuto anche come il “Banksy spagnolo”, che ad ogni suo graffiti allega sempre un messaggio di protesta contro la società, la politica e qualsiasi altra cosa che non vada bene.

 

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Comunque se la street art è la tua passione sappi che a Valencia si tengono molti tour che si occupano solo ed esclusivamente di arte urbana. Li puoi trovare facilmente su internet, ma se invece preferisci fare il tour per conto tuo ti lascio una mappa che evidenzia le opere più famose e conosciute.

 

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Appassionata autodidatta di cucina, di origine ucraina. Ama leggere e veganizzare/inventare ricette. Vegan per gli animali, crede che il cambiamento più importante avvenga dentro noi stessi. Ha deciso di creare questo blog insieme a Youcef per dimostrare che la cucina vegan è tutt'altro che piena di rinunce!

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